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I ricordi di altre vite a casa

di Mirco Trovarelli

Il pub 69 sembra un normalissimo bar che si trova sulla Via Vestina di Montesilvano (contrada Villa Carmine). Ma per le persone di questa contrada è un punto di riferimento, un’ icona. Il pub 69 nasce nell’ ottobre del 1982 e fu aperto dalla famiglia Perilli, più precisamente da Corrado e da i suoi tre figli Antonello, Giordano e Patrizio.

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IL CALCIO

Nel 1988 Antonello ed alcuni amici e clienti del bar decisero di organizzare un torneo un torneo di calcio chiamato “ Terra Terra”, torneo che visse per più di 10 anni, ovviamente il pub69 formo la propria squadra e dopo aver vinto questo torneo per un paio d’anni(primo trofeo a sinistra) i ragazzi decisero di iscriversi a categorie ufficiali come la UISP diventando poco dopo i campioni regionali(secondo trofeo).A quel punto tentarono la sorte e formarono una squadra di calcio a 11 e si iscrivendosi alla FIGC per il campionato della terza categoria. Il Progetto andò avanti per anni, ma dopo un po’, con l’avanzare dell’età, cedette il posto alle famiglie e ad una vita tranquilla la domenica mattina. Ma non tutti si arresero, uomini come Bruno Perilli detto “scuppet” Alessandro Di Marcoberardino detto “Scacia” e Domenico Cilli detto “Taja Taja” formarono la scuola calcio Villa Carmine che è la scuola calcio dove io sono cresciuto e che ancora oggi forma i giovani ragazzi della nostra contrada.

La PASSATELLA

Ogni domenica non importa se fuori nevichi o diluvi ma al PUB 69 c’è la “passatella” che, secondo i partecipanti è ormai un “arte rituale” che si tiene ormai da più di trent’ anni. Questa credenza e talmente forte che gli è stata dedicata una poesia in dialetto abruzzese come potete vedere nella foto in alto. Tutte le volte che mi reco la domenica al pub trovo un aria di festa di allegria, trovo persone che dimenticano tutti i problemi che hanno al di fuori di quella porta e pensano solamente a divertirsi, a ricordare i vecchi tempi ed ad omaggiare quelle persone che ormai non ci sono più.

LA PERDITA DI DARIO

Era il 15 dicembre 2009, in quel periodo non frequentavo ancora tanto il pub, ci andavo solo per qualche partitina di biliardo ogni tanto, mi aspettavo la solita aria festosa le solite grasse e grosse risate, ma come aprii la porta sentii subito la differenza, un silenzio tombale tutti i presenti erano con gli occhi rossi e gonfi, appeso sulla parete di fronte al bancone c’era l’annuncio funebre di Dario Di Bernard. Lo conoscevo, era un signore sui quaranta che stava sempre al pub, era sempre un po’ allegro, qualche volta beveva ma non aveva mai dato fastidio a nessuno. Mori d’infarto nel cuore della notte. Era solito bere campari e gin, ma con un gin particolare che il proprietario prendeva solo per lui con un bicchiere ancor più strano. Dal giorno della sua scomparsa, per onorare la sua memoria, la bottiglia del suo gin preferito è esposta in bacheca col suo nome scritto sopra, e quel suo bicchiere così strano viene usato esclusivamente dal suo testimone di nozze, Nello Cichelli che ogni volta che viene chiama un brindisi in sua memoria.

LA CENA DEL LUNEDI

Non è molto tempo che Antonello ha deciso di fare la “Cena del lunedì”, la prima volta accadde circa 5 anni fa, stavamo guardando una partita insieme(ovviamente al pub) e mi chiese se ero disponibile per una cena di lunedì, era una richiesta che gli era stata fatta da alcuni clienti abituali, che lavoravano il sabato e la domenica come camerieri, io in quel periodo andavo ancora a scuola ma avevo lavorato come animatore quell’ estate e per arrotondare continuavo a farlo il sabato e la domenica, così decisi di andare. Quella sera scoprì che Antonello era un cuoco fantastico e che adorava cucinare, cosi ci organizzammo ancora per il lunedì successivo e per quello dopo ancora e ancora e ancora ..e da 5 anni a questa parte, il pub69 il lunedì organizza una cena per tutte i membri della comunità di Villa Carmine che vogliono assaggiare la cucina di Antonello.

LA MORTE DI CRISTIAN PASSERI

La notizia arrivò all’improvviso, l’8 luglio di questa estate, arrivò la notizia di un incidente a Citta sant’Angelo, e della morte sul colpo di Cristian Passeri, un’importante presenza all’ interno del pub, Conoscevo quel ragazzo non poteva avere più 40 anni, giocava a pallone con una squadra locale per divertimento, ogni membro della squadra aveva deciso di scrivere sulla maglietta il nome di una birra, lui scelse la “Du Demon”(una birra francese). Avevamo chiacchierato qualche volta, chiacchiere da bar sullo sport sulla birra sulle donne, lasciava una moglie e due figli, non riuscivo a crederci. Due giorni dopo andando al pub sapevo esattamente cosa aspettarmi, ma entrando un brivido freddo mi gelò comunque le vene, ci incontrammo tutti li prima del funerale, un cupo e doloroso silenzio stagnava nel bar, provocato dall’ incredulità della notizia, e spezzato solo dai lamenti e dalle lacrime che coprivano la maggior parte dei volti nel bar. La maglia del calcetto di Cristian è appesa all’ interno del pub, nella parete davanti al bancone così da mantenere vivo il suo ricordo.

IL CALORE DEL CAMINO.

Questa foto significa molto per me, perché davanti a quel camino, io ed i miei amici, abbiamo passato momenti significativi, belli o brutti che siano, ci siamo sempre riuniti lì davanti, e li abbiamo affrontato i nostri problemi, condiviso le nostre gioie, parlato ore e ore di stupidaggini. Ma non solo questo, quel camino per me rappresenta l’accoglienza di questo posto che è aperto 24/24 per noi, rappresenta il calore delle persone che ci lavorano, rappresenta la piacevole sensazione di sentirsi a casa.


 

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